Indice
- Il Test del Km0
- Numeri e Vigneto
- Degustazione Biancolella IGT Isola di Ponza 2022
- Risultato del Test

Il Test del Km0
Quante volte vi sarà capitato di sentire, che i prodotti tipici provati sul posto sono sempre meglio di quando li si porta via dal luogo di origine? La Biancolella di Ponza di Antiche Cantine Migliaccio sarà la nostra cartina di tornasole.
Proprio per testare questo mito faremo da Mithbusters (sfatatori di miti) e questa degustazione sarà a km 0 o quasi.
Ci troviamo sull’isola di Ponza in provincia di Latina. Isola di origine vulcanica abitata da circa 3300 abitanti (in inverno). Testimonianza perfetta della meta turistica isolana, che trascorre per 3/4 dell’anno una vita lenta e per il restante 1/4 una frenesia vacanziera.
La degustazione della Biancolella di Ponza di Antiche Cantine Migliaccio è avvenuta durante una cena in un ristorante di Ponza in località “Le Forna” e come scoprirete, si è presto trasformata in una bevuta senza troppi fronzoli o tecnicismi.
Numeri e Vigneto
Prima di parlare di vino, però, parliamo un po’ di numeri riguardo questa etichetta.
La Biancolella IGT di Antiche Cantine Migliaccio è prodotta in circa 1500 bottiglie da uve 100% Biancolella dalle viti più vecchie dell’azienda, rigorosamente a Piede franco.
Il vigneto è nella zona del “Fieno”, che si trova vicino al Faro della Guardia, dove la viticoltura è davvero un’impresa eroica.

Degustazione Biancolella IGT Isola di Ponza 2022
Arrivata, mostrata, stappata e si vedono subito gli effetti di un anno di sosta in più in bottiglia dal colore, che risulta più carico di quello che ci si aspettava (vedi prima immagine).

Al naso inizialmente si percepisce l’odore di graphite e di matita appena temperata, una nota salina si cela dietro a un succo di arancia sanguinella e fiori bianchi.
Il sorso è un impatto di roccia e sale, la morbidezza non è pervenuta, la sapidità intorpidisce leggermente il palato e torna in retronasale l’arancia, praticamente una lama.
Arriva il primo piatto: paccheri con scorfano e pecorino che sulla carta dovrebbero essere un pessimo abbinamento, per via della sapidità del formaggio, ma l’abbinamento cibo vino non è una scienza esatta e ci sta benissimo.
Da quel momento in poi la degustazione è finita, si procede a bere e mangiare, senza troppi rimandi al cibo o al vino, perché quando tutto funziona bene, non si deve pensare a niente.
Risultato del Test
Dunque riguardo al nostro mito, un fondo di verità c’è, perché le variabili dell’ambiente e della compagnia impattano in modo deciso sul gusto di un vino (o di una pietanza) e l’isola di Ponza con le sue meraviglie, porta tutto su un altro livello.
Il Tannino Sperduto
